Chi Siamo

LA NOSTRA STORIA

L’Associazione sorge nel dicembre del 1977 grazie all’idea di Franco Gallini che mosso dallo Slogan: “Tante luci che durano soltanto il breve spazio di un Natale e poi, più nulla. Vogliamo che qualcosa rimanga e, se possibile, si moltiplichi…” spinse la comunità in una iniziativa solidale: una raccolta di fondi per l’Istituto Tumori di Milano, e, per rafforzare la somma, organizzammo nel gennaio 1978, la prima lucciolata ottenendo un buon risultato economico che unito a quanto era stato raccolto durante tutto il mese di dicembre, raggiungeva la considerevole cifra di 4.364.000 di vecchie lire.

Attenta a tutte le problematiche legate al cancro, la “via di Natale” aveva capito che per avere una maggiore speranza di guarigione o un prolungamento della vita era necessaria nella nostra regione una struttura specifica.
Decidemmo pertanto di fare qualcosa di straordinario per attirare l’attenzione del mondo politico ed amministrativo su un problema così grave e a Franco Gallini venne l’idea di raccogliere delle firme per chiedere in Regione l’istituzione di un Ospedale contro il Cancro.
La sensibilizzazione a livello politico, amministrativo e soprattutto fra la popolazione alla fine dette i suoi frutti e quelli che sembravano sogni ed utopie divennero realtà, perchè nel 1984 prendeva avvio il Centro di Riferimento Oncologico.

Dal pensare al realizzare ed inaugurare, la “Casa via di Natale 1” con 12 posti letto, passarano solo pochi mesi e nel gennaio 1989 incominciammo ad accogliere le prime persone. In sette anni di attività sono stati ospitati gratuitamente 2.700 familiari di malati oncologici.

Fin dal primo giorno ci accorgemmo che la struttura era piccola e così pensammo subito ad una costruzione più grande. In tutte queste iniziative e progetti non abbiamo mai ricevuto contributi pubblici a nessun livello, ma soltanto la generosità delle persone semplici della nostra terra che sanno cos’è la vera solidarietà. Così iniziarono i lavori di costruzione della “Casa 2” formata da 34 mini appartamenti per dare ospitalità gratuita oltre che ai familiari, anche ai malati oncologici in terapia day-hospital. (In vent’anni sono state ospitate gratuitamente oltre 48.000 persone.) In fase di costruzione però si presentò il problema del malato oncologico in fase avanzata di malattia.Ecco che con una semplice delibera del Consiglio di Amministrazione della “via di Natale” la Casa si arricchì di un ulteriore piano, l’Hospice. Una struttura sanitaria, con una propria equipe di professionisti competenti per il prendersi cura in modo globale del malato e della sua famiglia. Grazie ad un’opera divulgativa d’informazione, siamo a riusciti a far comprendere che in Hospice “non si viene a vivere bene il tempo che resta”.

In questi vent’anni anni abbiamo accompagnato nella fase terminale oltre 2.800 malati della nostra terra. Questi sono numeri, ma noi sappiamo che dietro ci sono altrettante storie di dolore, di sofferenza e spesso di grande disagio. Stare accanto ad un malato non è facile, poiché è un’esperienza che coinvolge emotivamente ogni operatore, ma nello stesso tempo fa vivere dei momenti di indescrivibile tenerezza, di sentimenti forti e gratificanti.

Nel 2007, la “via di Natale” aggiunge un altro tassello alla sua attività, poiché con il Progetto Sonia, viene attivata l’Assistenza Domiciliare ai malati terminali oncologici accolti in hospice e che per le condizioni temporanee di benessere, possono stare in seno alla propria famiglia per un periodo più o meno lungo.

Nel 2008 abbiamo consolidato il “Centro Studi Cure Palliative Franco Gallini” con l’obiettivo di diffondere la filosofia delle Cure palliative e vivere senza dolore l’ultima fase della vita.

Dal 1997 l’Hospice è plurima sede di tirocini per moltissime Università convenzionate con l’Associazione.

Dal 2016 è attivo l’attività ambulatoriale per le cure palliative e terapia del dolore.

In tutti questi anni non abbiamo mai trascurato la collaborazione con il CRO, sia per quanto riguarda l’ospitalità riservata ai familiari dei malati ricoverati presso l’Istituto e sia per i malati in terapia day hospital, ma anche con l’istituzione di borse di studio per giovani ricercatori, con l’intento di dare uno stimolo per continuare sulla difficile strada della ricerca.

La “via di Natale” non si ferma qui e poiché come recita l’articolo n. 2 del nostro Statuto: “ l’Associazione persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale nell’ambito della Regione Friuli Venezia Giulia con iniziative di assistenza sanitaria e sociale, di studio, di ricerca scientifica, educazione, istruzione e diffusione delle conoscenze nel campo della salute pubblica ed altre finalità umanitarie di pubblica utilità, se in futuro dovessero sorgere altre problematiche, cercheremo come sempre, di dare la nostra disponibilità ed aiuto…”

LE NOSTRE AREE D’INTERVENTO

Assistenza

Una presenza sanitaria qualificata per le cure palliative caratterizza Hospice Via di Natale

Ospitalità

Fornita ai pazienti che saranno seguiti dal punto vista sanitario al Centro Riferimento Oncologico o ai familiari dei pazienti ricoverati.

Formazione

Che si opera dell’istruzione  degli operatori palliativisti e della gestione dei tirocini e/o stage

Ricerca

Con l’erogazione di borse di studio per medici dell’Istituto Mario Negri di Milano

Gruppo A.M.A

“Aver cura della famiglia che cura”.

Divulgazione

Della cultura delle cure palliative, della prevenzione e promozione della salute attraverso le conferenze, gli incontri con la cittadinaza.

LETTERA AL FONDATORE

Vi siete mai domandati cosa significhi la parola buono? Una persona buona possiede umanità, sensibilità d’animo e capacità di affetti. Se ripenso a tutte queste caratteristiche mi viene subito da pensare a mio Nonno. Si Nonno con la N maiuscola. A quanto detto era una persona altruista, sempre con il sorriso e disposto a dare la mano alle persone in difficoltà. L’ho conosciuto poco, purtroppo. Avrei voluto passare più tempo con lui, sentire con le mie orecchie le sue frasi canoniche, parlare sul far del bene, chiedergli della Via di Natale e a cosa si prova a voler talmente tanto bene agli altri da dimenticarsi un poco di se stessi. Molti ragazzi della mia età hanno come idoli cantanti, musicisti, poeti, ecc… io, invece, vorrei essere come lui. Forse gli assomigli un poco o forse no ma ho sempre pensato che essere buoni potesse rendere un poco il mondo migliore quasi come se fosse un superpotere. Se penso a quanta gente ha provato e reso felice mi si scalda il cuore. Non mi ricordo molto di lui se non una carriola con cui mi portava in giro. Dicono che un nonno ci ami di più degli altri perché sa che per primo dovrà lasciare la nostra vita ma so che lui non se né mai andato. Mi sta ancora seguendo da qualche parte come quando mi portava in giro con la carretta. Lo so che stai facendo del bene anche dove sei adesso.

Ti voglio Bene.

Matteo Gallini